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Ci pensavo da parecchi mesi, ma non trovavo il coraggio di organizzare il viaggio. Tutti i miei amici e amiche, o partivano con la dolce metà, oppure in periodi diversi dal mio. Purtroppo il mio lavoro di Caricaturista mi costringe ad andare in ferie solo nelle settimane centrali d’Agosto e quindi a costi stellari. Non sapendo con chi partire, l’anno prima ero rimasta in famiglia, giù in Puglia. Bello per carità, ma avevo sentito la forte esigenza di stare un po’ per conto mio.

Memore di questa esigenza, entrai in agenzia viaggi e chiesi qualche consiglio. Scelsi decisa l’isola di Naxos, in Grecia. Optai per la soluzione in villaggio… Essendo da sola, temevo che mi sarei annoiata! Ma soprattutto temevo di non riuscire a trovare amici… Insomma, paranoie assurde per una che parla pure coi sassi. Ma essendo sola, mi concessi la possibilità di avere paura.

Terminato l’ultimo matrimonio della prima parte della stagione Wedding come Ritrattista, riposi pennarelli e fogli per le mie caricature nell’armadio tutti in perfetto ordine, comprai un grosso cappello di paglia, un aggressivo pareo maculato e preparai la valigia.

Questo fu il primo scorcio di Grecia che vidi appena scesa dall’aereo. Ricordo la forza del vento, il mare azzurro elettrico, il sapore del sale, il forte senso di benessere e l’improvvisa voglia di fare qualunque cosa mi passasse per la mente, senza timori. Nell’attesa che arrivasse il traghetto per portarci a Naxos (eravamo a Mykonos), passeggiai per la città. Mi fermai in un piccolo bar sulla spiaggia e sorseggiai incredula uno spritz: ero in ferie!!! Che bellezza.

Arrivata a Naxos, ci accolsero subito i ragazzi dello staff di animazione del Vera Club, eccoli:

Facemmo gruppo da subito sia con loro che con gli altri clienti del Mikri Vigla Hotel. Appena seppero del mio lavoro, mi chiesero una caricatura/ritratto di gruppo. Finiscono sempre così le mie vacanze! Ma non potevo proprio rifiutare di disegnarli. Eccoli (Quanta bellezza):

Io sono quella con il pareo maculato. Scusate se sembro stravolta, ma lo ero: venivo direttamente dal sonnellino pomeridiano in piscina. Ed ecco nel dettaglio i ritratti.

I giorni seguenti mi rilassai moltissimo, su e giù per le interminabili spiaggie bianche di Naxos.

 

Non soffrii mai di solitudine, anzi! Per stare da sola, ero costretta a nascondermi. Morale della favola… Fate anche voi un viaggio da soli al più presto! è un’esperienza magica e indescrivibile. Quando ti rendi conto che tutto quello che ti impediva di partire, erano solo inutili blocchi mentali e paure, ti senti il re del mondo! Tornata a Milano, aspettai ancora un giorno per togliere il braccialetto dell’animazione Veraclub. Grazie per avermi reso indimenticabile la vacanza!

Voglio tornare presto in Grecia!

Durante gli eventi, me ne capitano sempre di tutti i colori, e dato che sono una Caricaturista e Ritrattista e mi piace giusto una QUINTALATA il disegno, lo racconto sulle pagine di Facebook e Instagram con piccole vignette/strisce a fumetti. I link per le pagine li trovate nella home, sulla barra inferiore del sito.

Eccole intanto per chi se le fosse perse!

Questa è dell’estate scorsa, quando una coppia di amici mi ha lasciato la loro coccolosissima gatta, Godot.

Ecco come è andata in due parole: i primi giorni ci siamo studiate accuratamente. O meglio, io le chiedevo attenzioni e lei cambiava stanza sistematicamente appena mi vedeva arrivare. Così ho smesso e ci siamo evitate amabilmente per una decina di giorni. Studiate ed evitate. Una notte, mi ha svegliata a causa del rumore di fortissime fusa a MOTORE e, aprendo gli occhi, me la sono trovata a due centimetri dal naso a fissarmi curiosa. Extrasistole a parte, da quel momento è stato AMORE H24. Ma talmente potente che spesso mi ha messo in difficoltà. 😍   Ma è stata una bella lezione di vita: smettila di inseguire, rispetta lo spazio degli altri. Se non ti fermi, l’amore arriverà senza trovarti. ❤️  Grazie Godot ❤️

 

Questa invece è una giornata NO:

Alle volte capita che per arrivare nelle splendide location per i matrimoni… Ci sia… Come dire… una lunga strada da percorrere a piedi dal parcheggio, al ristorante!

Talvolta invece il parcheggio non è asfaltato… E quando  scarico il trolley da lavoro e chiudo il portabagagli della macchina, incurante del pericolo e chiaramente vestita di nero per non sporcarmi con i pennarelli che utilizzo per i Ritratti e le Caricature, vengo sistematicamente investita da uno Tsunami di polvere:

Talvolta invece, quando arrivo a destinazione, a Luglio, con 52 gradi all’ombra… Mi viene offerto il mio nemico mortale: il Lecca Lecca fritto fritto al PARMIGIANO!

Ma niente paura: le origini pugliesi mi aiutano da sempre a sopravvivere a qualunque calamità alimentare!

Se volete leggere  in tempo reale le mie avventure… correte sulla pagina di Facebook e Instagram! E che il frullato di cozze ripiene sia con voi!

 

Lo ammetto: non avevo nessuna voglia di partire. Talmente presa dal lavoro, dai progetti, da mille cose che… Avevo perso il contatto con le origini, le radici. Così ho comprato il biglietto del treno, preparato la valigia, pianto di capricci e alle 6, con il freddo e il buio di una mattina ancora senza sole, ho lasciato Milano. Mi sono portata il computer pensando che in treno avrei passato il tempo a lavorare un po’… ma la magia… la magia era già iniziata. Durante il viaggio ho sentito l’anima lasciarsi andare al riposo. Mi mancavano letteralmente le forze, nel copro, nelle mani, nella testa, tra i capelli, negli occhi, sul viso stanco senza make up. Così, finalmente… Mi sono arresa. Ho chiuso gli occhi e mi sono addormentata come fa bambino tra le braccia della mamma.

Arrivata in Puglia (Manfredonia), a casa, finalmente in famiglia, tutto è diventato semplice: il pranzo preparato con amore della mamma, le provole di bufala comprate la mattina presto dal mio papà, le mie sorelle gioiose nel rivedermi, i discorsi sui menù da preparare nei giorni successivi, la spesa da fare, le risate. Un caldo improvviso nel cuore. Cento gradi.

La mattina dopo sono corsa sulla spiaggia, il posto che preferisco in assoluto! In inverno è quasi sempre deserta e solo il fragore delle onde accompagna i miei passi. I pensieri magicamente scompaiono lasciando spazio a… Soluzioni, semplici e leggere. Soluzioni che in realtà erano sempre state lì, ma sommerse da mille e inutili tensioni. Il mare lo sa e te lo ricorda. Mi sono irrimediabilmente commossa. Non che sia difficile in questo periodo eh!

Sono un’inguaribile romantica mocciosa. Cercate di sopportarlo qualora m’incrociaste per strada.

Eccolo… il mio mare…

Durante i giorni successivi non sono mai riuscita ad accendere il computer. E per “arredare” questo improvviso tempo libero, ho afferrato il grembiule e acceso il forno. Non cucinavo a ritmo così serrato da moltissimo tempo. Quanto mi mancava! Non sono certo diventata Cracco, ma non era importante. Perché tra una frittura e un arrosto, ho provato una bella sensazione di pace. Era lì, sdraiata tra le Pettole, e gli antipasti di terra.

Nei giorni successivi ho avuto il tempo di fare shopping, giocare con i miei nipoti,  incontrare i vecchi amici, mangiare a tutte le ore e ingrassare serenamente, consapevole che Milano avrebbe pensato a farmi ridimagrire… Come sempre!

Quando ho ripreparato la valigia per tornare a Milano… bèh… Non è stato affatto semplice! è proprio vero:”Quando vieni al Sud piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai”.

Vi lascio con il pezzo che ho ascoltato mentre ero nel treno diretto a Milano… Giusto per non affogare nelle lacrime!

Quest’anno ho deciso di scriverla anch’io una lettera! In fondo sono un inguaribile bambina… Romantica!

Caro Babbo Natale,

Non ti scrivo da parecchi anni, e probabilmente ti sarai dimenticato di me!

Per aiutarti: da piccola sembravo Mariangela Fantozzi, bon! Inutile fare giri di parole. Per fortuna crescendo sono migliorata. Migliorata ho detto!!! Smettila di farti venire gli infarti.

Prima di tutto spero che tu stia bene!

Ti scrivo per chiederti un regalo davvero speciale… ma prima, ho bisogno di fare una piccolissima premessa: tre anni fa ho iniziato a frequentare un corso di teatro, e ricordo perfettamente quali fossero i miei obiettivi: imparare ad essere meno timida, a fregarmene di più e soprattutto imparare a sentirmi a mio agio in tutte le situazioni.

Il risultato:

  1. Ciao ciao timidezza! (In realtà era davvero minima). 
  2. Me ne frego che la metà basta. 
  3.  Le situazioni di disagio me le mangio a colazione.

ORA, tutto molto bello per carità , MA… Riesco a seguire perfettamente i tre punti appena elencati solo nelle situazioni di routine quotidiana (tipo amici e lavoro). Se per caso all’improvviso mi sento emozionalmente coinvolta a livello sentimentale con un potenziale partner…. Sudo, balbetto, divento minuscola come una formica, l’iniziativa va a farsi benedire o, se non va via, indossa un travestimento goffo da dura più dura dei duri facendomi combinare casini fotonici; mi trema l’occhio sinistro, sale la nausea, parlo dei miei problemi di sudorazione (Giuro che è successo!), e mi blocco come un gatto in mezzo alla strada davanti a un Tir. Perchè quel maledetto Tir… mi spaventa a MORTE!

Insomma, nonostante i mille corsi, non sono riuscita a “crescere” in questo senso.

Allora caro Babbo Natale, sei la mia ultima spiaggia: quest’anno vorrei ricevere in dono… Del coraggio! Coraggio di essere me stessa in ogni momento della vita, senza il costante timore di fare errori o peggio, sentirmi sbagliata! Tanto sbaglio comunque a quanto pare! Allora perché non darmi una possibilità?

Donami per favore quel pizzico di coraggio che mi aiuti a non dimenticare mai chi sono e a mostrarlo fiera come su un palco a teatro, sempre e senza condizioni.

In cambio ti prometto, che la prossima volta che arriverà quel Tir, non proverò nemmeno per un attimo a scansarmi. Affronterò i sentimenti e le emozioni, provando l’incantevole rischio di essere felice nei miei panni!

Caro Babbo, non mi fraintendere… Sono già molto felice! Credo soltanto che aggiungendo questo piccolo tassello, mi sentirei più… Completa!

Ti ringrazio anticipatamente qualora decidessi di accontentarmi… Se invece non dovessi trovarlo nemmeno su Amazon… Sappi che in alternativa, una borsa di Louis Vuitton non mi offenderebbe affatto.

E voi, cosa vorreste ricevere? Qual è il vostro desiderio nascosto?

Nel frattempo… Auguro a tutti un Natale colorato, felice, pieno d’amore, panettoni, parmigiane e due zucchine grigliate!

Partecipo spesso ad eventi nel mondo del wedding (fiere, open day, etc… ), ma vorrei parlarvi di uno in particolare che si svolse a Milano qualche anno fa. Fui invitata a presentare il mio servizio di Caricature e Ritratti come Bomboniere. In quel periodo ero separata. Inutile dirvi che essendo Single da poco, e in generale una frana fotonica già prima, ho vissuto una serie di esperienze che desidero tanto raccontarvi. Il blog mi scatena la voglia di scrivere! Ecco pressapoco come andò:

Ore 17:30, metà Giugno e a Milano la pesante ondata di caldo denominata “Ciclope” è nel pieno della sua attività. Mi asciugo la fronte con l’unica mano disponibile, perchè l’altra è impegnata a trasportare un pesantissimo trolley colmo di fogli e attrezzature varie, e mi trascino nell’elegantissima e famosissima location che accoglie l’evento. Per l’occasione decido di indossare un meraviglioso tubino color ciliegia! Se indossi questo colore dopo un divorzio, stai pur certa che hai iniziato a vedere una luce di salvezza in fondo al tunnel.

Peccato per i capelli che proprio non ho avevo avuto il tempo di mettere a posto quella mattina. A causa della famosa luce infatti, ero stata folgorata da una grande idea:  schiuma, lacca e cotonatura per renderli un po’ più mossi…

– “Geniale! Chissà che schianto sarai!” –  Esclama entusiasta al telefono Sara, la mia amica incinta e quindi poco incline ad essere contraddetta. I suoi ormoni mi convincono o mi spaventano. 

Il risultato è da subito una massa informe e cotonata. PANICO. Ma ormai è troppo tardi e non posso più farci nulla! Corro in macchina, lasciando 3 etti di gomme sull’asfalto del parcheggio, col solito uomo di mezza età in giro col cane che guarda e scuote la testa, e sfreccio velocissima in fiera.

Arrivata, preparo la postazione e me stessa cercando disperatamente un accendino per dar fuoco ai capelli, ma nulla. Così mentre provo a disegnare le Caricature e a respirare ripetendomi il mantra:  “Pace interiore, pace interiore…” –  Vedo LUI: l’uomo più figo che si sia mai visto sulla faccia della terra. Francesco.

è un mio vecchio amico e collega di lavoro. Ci eravamo conosciuti infatti proprio durante un matrimonio. Lui lavorava come animatore ed io come Ritrattista e Caricaturista. Anche allora era bello come il sole, ma io ero sposata. Fine dei giochi.

In quel momento realizzo che: “Ehi! Mannaggialdiavolo, non sono più sposata!”

Così mi sbraccio agitandomi come un furetto e lo chiamo con tutto il fiato che ho in corpo, dimenticando completamente l’esplosione nucleare sulla testa e i consigli amorevoli delle mie amiche circa il concetto di “Farsi desiderare”.

Lui, evidentemente spaventato dal mio entusiasmo, mi riserva un timido ciao. Dopo essermi resa conto di aver esagerato, riporto subito la conversazione ad un livello più calmo e controllato… Non ci riesco. Intanto Francesco, dopo una breve chiacchierata, si allontana e continua a visitare la fiera Wedding.

Intanto l’evento va avanti e dal palco, allestito per una breve sfilata di abiti da sposa, parte la musica. Il presentatore annuncia l’inizio dello spettacolo e chiama uno ad uno tutti gli espositori a parlare sul palco. Fotografi, wedding planner, Event designer, Flower Artist, etc.. Realizzo che arriverà inesorabilmente anche il mio turno.

Premessa: all’epoca non facevo ancora teatro e pensare di parlare in pubblico mi creava parecchio imbarazzo. Ora il palco è il mio ambiente naturale.

Così, in tutta fretta, decido di buttare la testa all’ingiù e agitare la chioma impazzita con le mani, senza più una dignità, per alzarla solo al  momento della convocazione.

Mi agito, mi agito, come una coppia di dadi nelle mani di un giocatore e spiritata avanzo a grosse falcate sulla passerella. Per quanto grosse possano essere le falcate di una donnina di un metro e sessanta sui tacchi per la prima volta dopo troppo tempo per ricordarsi come si fa’. Il presentatore mi ferma, grazie al cielo. Così presa bene, stavo arrivando a grosse falcate dall’altra parte del palco, dentro la consolle, in braccio al Dj.

Làh, dadi lanciati.

Provo a rimanere leggermente inclinata a sinistra, come la torre di Pisa, per aiutare la chioma a coprirmi un occhio ed ostentare una sensualità inesistente. Ma mi accorgo che il tentativo fallisce, quando vedo un turista giapponese provare la famosa foto che regge la torre, con me. 

Chiudo gli occhi, li riapro e un microfono acceso alberga vicino alle mia labbra. Ma cosa caspita mi avrà chiesto? improvviso. Parlo a caso del mio lavoro di Caricaturista e Ritrattista gesticolando come se stessi chiedendo aiuto e alla fine mostro un disegno, che avevo preparato.

Funziona! Nessuno comprendeva perfettamente le mie parole, qualcuno stava davvero per chiamare i soccorsi, ma alla fine l’idea del ritratto a fumetti come bomboniera di matrimonio piaceva moltissimo! 

Terminata l’intervista, torno sconfitta al mio corner, e chi sta curiosando tra i depliant? Mr. Universo! Francesco!

 “Avrà seguito la presentazione?”. Esiste la possibilità che qualcuno gli abbia coperto occhi e orecchie in quel momento?” – Penso preoccupata. 

Francesco: “Andata bene, eh?”.

NO, mi aveva vista. Fine.

Sarei voluta scomparire per sempre, o meglio, fargli mangiare tutta la massa cotonata della mia acconciatura soffocandolo a morte, ma è troppo tardi e lui troppo carino. Potrebbe dirti qualunque cosa un tipo del genere, e tu non potresti far altro che rispondere con un eloquente: “eh? cosa? Sì, sono tua”. Impossibile da ascoltare senza rimanere imbambolate nel suo sguardo.

Sospiro, riprendo una posizione eretta, e provo a sdrammatizzare con una grassa risata. Lui ride, forse perchè ha paura. Meglio di niente, no?

Francesco: “Come sta tuo marito?” 

Me lo stia chiedendo per educazione o forse perché si sta informando?!? Sapeva che ero sposata. Avrei voluto un sacchetto di carta per vomitarci dentro dall’emozione, e un tic nervoso all’occhio destro mi tradisce. Con immotivato entusiasmo lo informo della separazione.

“è fatta!”  – Penso.  Così, con estrema eleganza e tatto,  gli chiedo se anche lui stesse ancora insieme a… a… “Lei, cioè, la tua… insomma…” – Il nome maledizione! La mia testa è da sempre un archivio infinito di fuffa, tranne che di cose importanti! Anni fa anche lui era fidanzato… ma ora?

Mr Universo: “Laura?”

Io: “Laura! Certo! Proprio lei! Come ho fatto a dimenticarmelo? Ah ah ah! Laura!” – Rigolo di sudore.

Pacca sulla sua spalla, che a momenti gliela rompo, ma che importa? Tanto lui sta con:  “Laura!!!! Certo!”.  

Mr universo:  “Sì, stiamo insieme e tra poco andremo a vivere nelle Marche” – La torre di Pisa mi crolla inesorabilmente sulla testa. I turisti Giapponesi di prima fanno le foto. 

Gli arriva una telefonata, o sta fingendo una telefonata. Non lo so, ma mi saluta e si allontana per non tornare mai più. Non male come primo tentativo di approccio dopo tre anni!

Ma lui ha Laura e questo è quanto. Gli uomini fidanzati o sposati per me diventano automaticamente invisibili. Li cancello dal pianeta terra. 

Finita la serata, con la mia massa informe di capelli bruciati, un trolley troppo pesante pieno di pennarelli, fogli e Ritratti, e il biglietto da visita di un parrucchiere che vedendomi arrivare con la testa esplosa, si era offerto di farmi un trattamento speciale il giorno successivo, torno a casa. Lancio le scarpe a caso in soggiorno, riempio un calice di vino rosso e sprofondo sul divano. Ripenso a Laura, la fortunata Laura.

Sarò la Laura di qualcuno un giorno. Me lo prometto.